About Sara

Mi chiamo Sara perché nel 1986 era uno dei nomi più internazionali che si potessero scegliere. I miei genitori volevano che viaggiassi e mi sentissi a casa ovunque nel mondo. Credo di averli presi molto sul serio.

Da bambina volevo fare l’agente segreto o la giornalista. Ho realizzato il piano B. Che poi, a guardarlo meglio, era sempre stato il piano A. Mi sono laureata e iscritta all’Albo quando l’intelligenza artificiale era ancora fantascienza e, per fare questo lavoro, bisognava essere spietati con la realtà e onesti con noi stessi.

Ho lavorato nella redazione di un TG regionale, prima dietro le quinte e poi davanti alle telecamere. Ho scritto per la carta stampata e per riviste digitali. Oggi ho quarant’anni e dirigo la testata giornalistica di un’emittente radiofonica.

Racconto cultura contemporanea e nuove tendenze. Mi interessa ciò che desideriamo, quello che facciamo diventare virale e soprattutto tutto ciò di cui, da un giorno all’altro, decidiamo di non poter più fare a meno.

Perché il modo in cui consumiamo il presente è forse il ritratto più elegante (e più feroce) di ciò che stiamo diventando.